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EPISODI ILLUSTRATI

ILLUSTRAZIONI DI ALFREDO BRASIOLI, TESTI DI RENATO RICCIONI

1. NASCERE IN UN PROGETTO

Alla nascita di Antonia Faioli, le Tre Sorelle si trovano insieme per la prima volta. Lo stesso giorno, 10 giugno 1723, nella chiesa Collegiata di S. Pietro, Teresa (8 anni) e Cecilia (4 anni) partecipano al Battesimo amministrato alla sorellina dal parroco don Alessandro Alessandri. Ma probabilmente, pur nell’atmosfera gioiosamente religiosa dell’accoglienza di una nuova vita nella grande famiglia di Dio, nessuno allora si è accorto che era iniziata così, senza preavvisi, quella “unica e triplice storia fraterna sempre insieme” che costituisce una vera lezione di vita comunitaria. E da quel giorno, da secoli, continua a seminare tanto bene.

 

2. CAMMINARE IN FAMIGLIA

Alla S. Messa, ogni domenica – giorno del Signore – partecipa tutta la famiglia Faioli. Così la fede dei figli cresce attraverso l’esempio dei genitori che fanno ciò che insegnano. E certamente grande era la loro gioia nell’affrontare il breve tragitto che collegava la loro casa alla chiesa parrocchiale di S. Maria del Colle o a quella di S. Stefano dove erano attese dall’abate Rosa, loro zio, ma soprattutto erano attese da Gesù. Sembra di vederle, le Tre Sorelle, crescere insieme! E salendo gli ampi gradini, come in familiare liturgia, Teresa e Cecilia sostenevano per mano la piccola Antonia ripetendo il segno della Croce e altre utili raccomandazioni.

 

3. APPRENDERE PER CRESCERE

1715 -1727. Nonostante la scarsità di notizie sul primo periodo della vita delle Tre Sorelle,non è difficile immaginare il tempo dell’apprendimento vissuto da loro, in famiglia: dalle prime pratiche religiose, alle elementari norme del vivere comune, alle graduali esperienze di collaborazione nelle fatiche quotidiane. Soprattutto Teresa avrà fatto tesoro dei dodici anni preziosi vissuti accanto alla madre e ne ha condivisi poi i frutti con Cecilia e Antonia. Proprio mamma Marta, che aveva un terreno dove si coltivava pure la canapa, avrà lasciato alle future Maestre-Pie il grande telaio che loro un giorno metteranno generosamente a disposizione delle loro allieve.

 

4. GIOIRE E SOFFRIRE INSIEME

Ormai sembrava un appuntamento con la vita: ogni quattro anni la famiglia Faioli si trovava in attesa di una nuova creatura chiamata al mistero dell’esistenza: così, tutto il 1727 fu caratterizzato dall’attesa. Una esperienza nuova per Antonia, consolidata per Cecilia, ancora più cosciente per Teresa, che si disponeva ad aiutare sempre meglio la mamma nelle crescenti incombenze. Le solite domande, sempre nuove: maschio o femmina? Fervono i preparativi, si sceglie il nome più bello… Maria. …Ma, al momento della nascita, qualcosa non va: la piccola fa fatica a vivere. Anche la mamma è in difficoltà…

 

5. CREDERE OLTRE…

Alla grande delusione per la morte della sorellina Maria, appena nata, se ne aggiunge subito un’altra ancora più sconvolgente: nel giorno stesso del funerale della piccola, anche mamma Marta muore! E’ il 22 ottobre 1727. Teresa, Cecilia e Antonia con i familiari partecipano, certamente attonite, alle esequie della madre che viene sepolta nella chiesa di San Biagio. Ma questa esperienza, incomprensibile a chiunque al di fuori della rivelazione, favorirà una maturazione precoce e una salda solidarietà. Solo Gesù, morto e risorto, può aver restituito speranza E forza di vivere a quelle bambine inconsolabili.

 

6. RINFORZARSI E TESTIMONIARE

La vita di Teresa, Cecilia e Antonia non si è conclusa con la morte di mamma Marta, anche se certamente è diventata più difficoltosa. Né il tragico evento ha minato la fede della famiglia Faioli: pochi mesi dopo, il 15 giugno 1728, anche Cecilia e Antonia ricevono dal delegato vescovile la Cresima o Confermazione. Questo sacramento, con l’effusione più ampia dei doni dello Spirito Santo, le renderà capaci di affrontare le nuove lotte della vita, testimoniando la fede cristiana in un mondo che impareranno a conoscere negli anni dell’adolescenza; unite dallo Spirito, lo incontreranno con prudenza e zelo.

 

7. ASCOLTARE CHI PROPONE IL BENE

Attraverso le missioni popolari, ogni qualche anno, i migliori predicatori cercavano di risvegliare e istruire le coscienze dei fedeli, sollecitandone la conversione e suscitando anche generose scelte di vita religiosa. Partecipando alla missione anticolana del giugno 1741, tutte e tre le sorelle Faioli hanno saputo ascoltare le parole dei bravi missionari Struzzieri e Giannini, perché hanno deciso di dedicare a Dio tutta la loro vita. E la loro risposta alla vocazione sarà fondamentale anche per la nascita del nuovo Istituto religioso e per la sua missione fino ai secoli futuri.

 

8. RICONOSCERE LA PROVVIDENZA

Le Tre Sorelle, decise a intensificare la vita di preghiera nella casa di via Vetere, dove abitavano con Arcangelo, non potevano prevedere l’opera cui Dio le preparava, ma certamente la sua Provvidenza è venuta loro incontro offrendo l’ambiente ove avrebbero iniziato la sua opera. Nel novembre di quello stesso anno, l’Abate Rosa, presentendo l’avvicinarsi della fine della sua vita, decide di fare testamento e nomina la nipote Teresa, - che probabilmente l’aveva assistito nella malattia – erede di tutti i suoi beni. Questo atto è un segno di stima e sostegno alla scelta religiosa delle Tre. Poi, lo zio muore.

 

9. ACCOGLIERE CHI CERCA IL BENE

1741-1747. Quando Teresa, Cecilia e Antonia si sono ritirate nella loro casa per dedicarsi a Dio in modo esclusivo, non pensavano, probabilmente, che il loro esempio avrebbe attirato altre ragazze. E invece, molte le hanno cercate, eleggendole così a maestre di vita perché volevano imparare da loro. Questa originale scuola, spontaneamente nata dal basso, per sei lunghi anni ha dato frutti da albero buono. Grazie al carisma educativo delle Faioli, preghiera, formazione catechistica, avviamento alla lettura e a lavori donneschi hanno nutrito la promozione della donna e della famiglia.

 

10. NON IMPAURIRSI DELLE CONTRARIETA'

La “quasi scuola” delle Sorelle Faioli, prende avvio e - come per tutte le opere di Dio – iniziano le contrarietà. È proprio il nuovo parroco, nominato al posto dello zio, a iniziare un processo contro Teresa, dalla quale rivendica i locali adiacenti alla parrocchia. Così, nel 1742, la giovane, accompagnata dal fratello, si trova chiamata in giudizio. La causa durerà anni. Certamente il parroco aveva problemi- anche per la miseria generale di quei tempi e luoghi - ma va considerata la forza delle Tre di perseverare, nonostante quel clima ostile: colpevoli di aver ricevuto un’eredità con la quale cercavano di fare solo del bene.

 

11. VERIFICARE IL CARISMA

Tutti sapevano bene che lo stemma del vescovo, posto sulla porta di casa delle Faioli, non era da considerare solo come un elemento decorativo. E lunedì 16 ottobre 1747, il vescovo Bacchettoni entrava con due convisitatori in quella casa-scuola per esaminare “ad una ad una” le giovani maestre, le loro Regole, le preghiere ed altro. E ne usciva soddisfatto e pronto a sostenere la scuola con nuovi provvedimenti e con il suo appoggio fin presso Papa Benedetto XIV. Così la Chiesa esaminava e convalidava l’iniziativa delle Tre Sorelle riconoscendo ufficialmente il carisma di ciascuna.

 

12. PROCEDERE CON SLANCIO

Il provvidenziale intervento dell’arciprete don Girolami, incaricato dal vescovo di curare gli sviluppi dell’Opera avviata dalle Sorelle Faioli, apparta i precedenti contrasti. Grazie anche all’arrivo di Domenica Tardioli con l’edificio avuto in dote, e a una permuta dei locali della prima scuola, un ambiente più grande viene allestito, e proprio nella parrocchia di don Domenico, che le protegge. Non è difficile immaginare il clima dei preparativi, compreso il trasloco di tutti i beni delle Tre Sorelle che vedevano cosi prospettarsi una situazione nuova, più favorevole alla loro vita e al loro apostolato.

 

13. ABBRACCIARE LA MISSIONE

La sera di Natale 1747 un’insolita processione ha percorso la via Maggiore di Anticoli per accompagnare le Sorelle Faioli, con la giovane Domenica Tardioli e la piccola Rosa Girolami, alla nuova sede della scuola detta “Conservatorio”. In quel giorno santo, luce di speranza per tutti, un ambiente povero come la grotta di Betlemme ma ospitale verso il piano di Dio, accoglieva la nascita di quell’Opera già a lungo collaudata. Il fiero Direttore incaricato, don Domenico Girolami, ha benedetto quei locali destinati ad ampliarsiche resteranno Casa Madre del nascente Istituto.

 

14. CONFIDARE IN DIO

Passano pochi giorni dalla presa di possesso della nuova casa ed ecco, Teresa e la giovane Domenica debbono partire. In casa, tra i problemi della prima sistemazione appena avviata, restano solo Cecilia e Antonia, con la piccola Rosa. Immaginiamo il distacco: è la prima volta (e l’unica) che le sorelle sanno di dover restare a lungo separate. Un sacrificio non indolore, considerato ciò che Teresa rappresentava per le due più giovani, e ciò che Cecilia e Antonia erano sempre state nel cuore di Teresa. Con tutte le difficoltà e le incognite, da affrontare con la fede in Dio. E proprio a Lui, quel distacco, avrebbe unito sempre più le Tre Sorelle.

 

15. CURARE LA FORMAZIONE

La vita religiosa, e ancor più la fondazione di un Istituto, richiedono solide bassi. Il 7 gennaio 1748, Teresa Faioli e Domenica Tardioli lasciano Anticoli e si recano ad Anagni, presso il famoso Palazzo dei Papi. Lì saranno generosamente ospitate, per cinque mesi,
dalle Suore Cistercensi della Carità, che da decenni fanno da Maestre Pie alle ragazze anagnine. Per le due inviate sarà una specie di noviziato, e una preziosa esperienza da ritrasmettere alla loro comunità. Per le altre, rimaste a lungo senza facili collegamenti, quel periodo sarà un consistente collaudo di maturità.

 

16. RINUNCIARE A TUTTO PER AVERE IL TUTTO

8 novembre 1749. Con un atto ufficiale davanti al Notaio, le Tre Sorelle e due condiscepole donano tutti i loro averi al nascente Istituto. Questa rinuncia totale non è solo un atto di generosità ma anche una prova tangibile e meritoria di fede; tanto più per la situazione precaria dell’Opera e la povertà dell’ambiente in cui essa nasceva. Solo amore e fede possono far rinunciare a tutto. Di fatto, le donazioni di queste prime generose donne renderanno possibile l’avvio ufficiale di quel Conservatorio cui guarderanno con speranza laici e pastori di altre diocesi. Da quell’umile e silenziosa scintilla, un fuoco.

 

17. NAVIGARE TRA LE DIFFICOLTA'

In una lettera al Contestabile Colonna, il vescovo Monti riferisce di aver incontrato le giovani del Conservatorio, nell’agosto 1752 , e di averne rilevato disagi, indigenza, scarsa salute e crisi. In realtà, la Comunità era provata dalla lunga assenza forzata di don Girolami, impegnato a Roma in un processo che lo vedrà assolto dalle accuse della Curia anagnina. Il lungo periodo, non solo senza coordinatore e protettore ma anche senza celebrante e direttore spirituale, fu comunque superata dalle Tre Sorelle come un vero collaudo della loro capacità di perseverare, nonostante tutto, continuando a lavorare per la Chiesa, senza arrendersi.

 

18. ACCETTARE I COLLAUDI

Il dolore della Croce ha accompagnato anche lo sviluppo della fondazione anticolana. Don Girolami denuncerà difficoltà, incomprensioni e persecuzioni subite con il “Conservatorio” …come nell’atteggiamento poco comprensivo tenuto dal vescovo Monti nella visita pastorale del 2 luglio 1753 culminata con la scoperta di un maialino allevato nei sotterranei della Casa Pia. Testimonianza, come altri dettagli dipinti dal verbale, di una vita estremamente povera e sacrificata. Ma nulla ha affievolito l’impegno convinto e la perseveranza delle tre generose Fondatrici. Qualche anno dopo, anche il Monti correggerà i suoi giudizi.

 

19. SOPPORTARE LOTTANDO

Può meravigliare, chi non conosca le esigenze della vita religiosa, il grande zelo della Comunità nel difendere la riservatezza e il raccoglimento. In realtà la Casa, situata nella via principale di Anticoli, era inevitabilmente esposta a disturbi di vario genere… non esclusi gli schiamazzi blasfemi della vicina osteria e i comportamenti incivili dei vicini di casa. Ma le derisioni, le parole volgari, i dispetti del mondo e ogni contrarietà che ostacolava un vivere pacifico, erano permessi da Dio per distaccare dalla vita terrena e far aspirare sempre più all’incontro eterno con Lui.

 

20. VINCERE PERSEVERANDO

Dieci anni trascorsi dopo la visita pastorale del 1753 hanno lasciato segni che il tempo porta consiglio. Il 7 febbraio 1763 un messaggio al Conservatorio comunica la benevola iniziativa del vescovo Monti di pagare loro il velo da Maestre Pie. Non è difficile cogliere in questo atto un implicito riconoscimento delle loro attitudini a svolgere tale ruolo precedentemente messo in dubbio dal medesimo. Immaginiamo l’intima soddisfazione di tutte nell’indossare quel velo da Maestre-Pie dopo tanti anni di non velata svalutazione.

 

21. ACCETTARE I PESI

Non è difficile immaginare l’imbarazzo della Comunità quando la superiora Angelica Bertoni ha rimesso il suo mandato proprio nelle mani del nuovo vescovo Cirillo Antonini che si dimostrava tanto bendisposto verso il Conservatorio. Ed è ancora più significativo considerare come proprio in un frangente che obbligava una scelta solida le Suore in blocco abbiano scelto Antonia, una delle Fondatrici. Era il 6 marzo 1779. Dall’elenco delle presenti in quel Capitolo manca il nome di Teresa, probabilmente ammalata. Cecilia e Antonia si preparavano, così, ad affrontare senza di lei questa fase decisiva della stabilizzazione dell’Istituto.

 

22. VIAGGIARE VERSO IL CIELO

Alla morte di Teresa, avvenuta il 14 luglio 1779 dopo la malattia che ne aveva preparato il distacco, la “storia-insieme” delle Faioli sembra concludersi. Ma in realtà essa continuerà anche dopo il passaggio alla vita eterna di colei che per Cecilia e Antonia era sempre stata un sicuro punto di riferimento. Nel momento più cruciale della vita dell’Istituto Antonia viene eletta dalla Comunità a guidarne il timone, mentre Cecilia non fa mancare i suoi saggi consigli. I successivi sviluppi della famiglia religiosa sigilleranno il buon esito della comune vocazione vissuta dalle Tre Sorelle in singolare solidarietà spirituale.

 

23. AGGIORNARSI SECONDO LO SPIRITO

Dopo aver consultato uomini di spirito, il vescovo Cirillo Antonini, ammette dieci Maestre-Pie del Conservatorio di Anticoli alla prima vestizione religiosa dell’abito di S. Chiara. La solenne cerimonia si tiene nella Collegiata di San Pietro, il 23 agosto 1781. Per Cecilia e Antonia diviene ufficiale ciò che hanno vissuto fin da giovani, come Teresa, con la loro totale donazione a Dio, senza riserve né ripensamenti. Lo stesso vescovo elaborerà le nuove Regole adattando quelle di S. Chiara alle esigenze del carisma educativo proprio dell’Istituto.

 

24. ORIENTARE AL MEGLIO

E' passato qualche mese dalla vestizione che ha trasformato le Maestre-Pie di Anticoli da una sorta di laiche consacrate a vere e proprie religiose. Per stabilizzare l’Istituto, il Vescovo Cirillo Antonini propone le sue Regole, che sostituiscono le Regole scritte da don Girolami. L'8 novembre 1781 il Capitolo della Comunità accetta la nuova impostazione; poi, il 27 giugno 1785, il voto di castità e di povertà. Anche in questi momenti decisivi per l’orientamento dell’Istituto, Antonia fa sentire tutto il peso dell’autorità morale delle Fondatrici, e le capitolari, tra cui Cecilia, approvano all’unanimità. Sono nate, così, le Suore dell’Immacolata di S. Chiara.

 

© 2007 - Congregazione delle Suore dell'Immacolata di Santa Chiara
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